La danza contemporanea sperimenta e va alla ricerca di un corpo "alternativo" rispetto all'idea del corpo realizzata dalla tradizione del balletto classico accademico. Attraverso la successione dei movimenti e dei segnali del corpo, vengono espresse le sensazioni, basate su concetti universali come le linee del corpo, delle braccia, delle mani, delle gambe che disegnano spazi corporei e geometrie nell'aria e a terra.
C'è tutto l'uomo, le sue emozioni umane, la ricerca costante dell'amore, la gioia della vita, l'eros nel desiderio dei corpi che si intrecciano, ma c'è anche la paura, l'incertezza del nostro vivere quotidiano.
Nelle esibizioni, i costumi e le scenografie sono in secondo piano rispetto all'importanza di esprimere attraverso il corpo; è una Danza essenziale, che mette in primo piano il messaggio che esprime attraverso la propria coreografia; è sicuramente una Danza ricercata ed intellettuale e ciò che trasmette è sicuramente molto intenso.
La Danza Contemporanea nasce nei primi del '900 con la figura teatrale e avventuriera di Isadora Duncan, che ribalta molti dei princìpi e delle regole della danza classica: toglie le punte alle scarpette, cambia il rapporto del movimento col ritmo e la musica, del corpo con lo spazio. La danza, deve essere libera, personale, dettata dal desiderio di trasmettere emozioni. Molti artisti che hanno lavorato con lei, danzatori e coreografi, hanno tradotto le innovazioni introdotte dalla Duncan in tecniche codificate. Possiamo identificare due filoni di sviluppo: uno americano ed uno europeo.
Filone americano
Gli americani, sono stati più liberi di interpretare le nuove tendenze. I principali esponenti sono stati Ruth St Denis, Martha Graham, Doris Humphrey, Jose Limòn, Merce Cunningham. Ciascuno di questi artisti ha sviluppato nel suo metodo aspetti particolari.
Nel metodo di Martha Graham il centro del movimento è il bacino, dal quale proviene tutta l'energia e l'emozione. Ogni movimento si struttura sul rapporto contrazione-rilassamento, che traduce il fluttuare dell'energia dal centro alla periferia e viceversa, dalla periferia al centro. Mentre nella danza classica il pavimento serviva solo per l'appoggio dei piedi, con la Graham i danzatori vanno a terra con tutto il corpo e utilizzando i vari livelli dello spazio.
Il metodo di Merce Cunningham, allieva della Graham dal 1939 al 1945, ha completato il lavoro sul bacino e sulla schiena della Graham, con la valorizzazione degli arti inferiori. La sua danza sfrutta tutti i punti del palcoscenico ed è rapida negli spostamenti e nei cambi di direzione, per cui è dotata di grande energia, ritmo e dinamicità.
Il metodo di Alwin Nikolais costituisce un punto importante di unione fra le caratteristiche del filone americano e di quello europeo, ossia fra l'aspetto più propriamente tecnico di lavoro sul corpo e quello espressivo-comunicativo che non disdegna l'uso di effetti speciali. Nella sua tecnica è fondamentale la percezione del corpo come struttura architettonica che si muove in rapporto allo spazio circostante. La tecnica, per Nikolais, corrisponde al 50% del lavoro del danzatore; il restante 50% è dato dal lavoro sull'improvvisazione, vero strumento per la composizione.
Filone europeo
Nell'Europa d'inizio Novecento si respira un clima di cambiamento, grazie al quale alcuni artisti del Ballets Russes di Pietroburgo (fra cui Mary Wigman, Hanya Hol, Kurt Joss), prendono la decisione di abbandonare la Russia per percorrere nuove strade. Nell'Europa del dopoguerra le nuove tecniche di danza trovano un ambiente aperto alla teatralità, all'espressione, alla riscoperta del corpo e del movimento. Fra gli artisti, seguaci delle nuove tecniche, vi è Pina Bausch (debutto in Germania nel 1975) che, nell'ambito dell'espressionismo tedesco, ha ripreso molte delle innovazioni della Duncan con accenti e metodologie più legate al teatro che alla danza moderna.
La danza contemporanea comincia il suo rapido sviluppo in Europa a partire dagli anni Settanta. Essa si caratterizza per il rifiuto di ogni forma di tecnica codificata. La contemporanea ha comunque alcuni princìpi ispiratori, che possiamo così schematizzare: